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venerdì 21 gennaio 2011

STANCHI E BUGGERATI

Ad ogni edizione di Telegiornale- su tutti i giornali italiani ed esteri,-nel lungo pomeriggio di canale1,-nelle lunghe serate di canale 3, -sui giornali di tutta Italia,- dalla Padania alla Sicilia,- in tutti i dibattiti di canale 7,-nelle trasmissioni nobili di Vespa,-in quelle raffinate di Serena Dandini,-in quelle di Fazio e di Santoro,-paciose o rabbiose,-di nobile ispirazione proletaria quella di Santoro,- sulla prima pagina della Nazione- un eccezionale maschiaccio settantaquattrenne - ed una corte di bellissime intrattenitrici,-scelte con accuratezza da uomini specializzati.- Questa ITALIA OGGI.- Per quello che ne era e ne resta.- Sui settimanali- su quelli della moda e su quelli dei Vip,- su quelli di attualità e delle notizie sensazionali,- tutta l'anatomia delle intrattenitrici- minorenni ed in età-viene accuratamente illustrata- ed accuratamente descritte le prestazioni effettuate.- E soldi soldi soldi,- tanti soldi per promuoversi nella società "bene"-od anche per costruire il fabbricato- che papà voleva e non poté edificare,-per farsi un palazzetto al Colosseo- od un miniappartamento a Montecarlo.-O per farsi adeguatamente masssaggiare.- Donne parenti e clienti da soddisfare.-E nomine nomine- per rallegrare la vita delle autonomie locali- comuni province e regioni-, quelle delle aziende del parastato- anche degli ospedali- perché i malati hanno bisogno di dirigenti brillanti-quella di Montecitorio e di Palazzo Madama,- di palazzo Chigi e succursali.
Può tutto questo accadere e non esservi possibilità di fermare questa disgregazione della nazione e dei presupposti etici che possono consentirne la vita?-O siamo noi tutti partecipi,divertiti e consenzienti?-Oppure non abbiamo forza e coraggio di porvi un freno?- Oppure non vogliamo porre a rischio privilegi e compromessi e relative ricchezze?- Oppure facciamo chiasso ma il "rtegime degli affari" ci va bene ed aspettiamo il nostro turno?-
Certo,in altri luoghi,sono riusciti a sradicare regimi ventennali ed oltre.-E le donne?- Che fine faranno le madri e le giovanette italiane ed i loro bambini? Una nazione che non si cura della loro salute fisica,psichica e morale, è votata ad essere una Repubblica Dominicana al centro del Mediterraneo.
Ed i giovani,quel quinto di giovani che non studia e non lavora e non per colpa sua?
E che faranno quelli che,invece, con tutte le loro forze cercano di crearsi un avvenire, ma sono impediti da ostacoli insormontabili?
Quién sabe?
Per saperlo bisognerebbe essere una Classe Dirigente.
E noi cattolici che facciamo?
Assisteremo alla distruzione senza muoverci?

lunedì 17 gennaio 2011

GESU ' FATE LUCE

Oggi che la nazione tutta soffre. Oggi che i problemi della gente non costituiscono oggetto né di una buona azione di governo né di una
azione critica e costruttiva di opposizione, abbiamo il dovere di difendere il cittadino uomo e la sua dignità,dargli la possibilità di essere padre, di portare il pane a casa, di mandare i figli a scuola, di non essere ucciso, innocente di ogni colpa,dai sicari della camorra,a San Giorgio a Cremano,provincia di Napoli, sulla soglia della propria bottega artigianale,solo per aver visto gli assassini. Abbiamo il diritto dovere di ribellarci perché la soglia della nostra casa e quella delle nostre scuole e quella del luogo di lavoro sia sicura.
Abbiamo il dovere di difendere il cittadino donna e la sua dignità,dargli la possibilità di sfamare e vestire la propria figlia, perché non muoia per le strade di Bologna assiderata e morta di fame,
dargli la possibilità di crescere, giovane umile dagli occhi dolci, bella e brava,senza essere accompagnata da uomini celebri nelle ville dei ricconi. Vogliamo che le giovanette di quindici anni ed anche di tredici anni, in tutte le regioni di Italia,ed a Roma stessa,come a Potenza ecc...,come si legge spesso,troppo spesso, in cronaca,non siano più rapite assalite o attirate in un agguato ed,alla fine,uccise.
VOGLIAMO CHE AI GIOVANI SIA DATA UNA SANA DISCIPLINA,LA POSSIBILITA' DI STUDIARE E DI APPRENDERE UN'ARTE, LA POSSIBILITA' DI ELABORARE UN PROPRIO PROGETTO DI LAVORO E DI VITA, I MEZZI E LA SPERANZA PER POTERLO ATTUARE. QUI' IN ITALIA, IN CAMPANIA COME IN LOMBARDIA.
Noi non vogliamo che il lavoro che c'è,già poco già insufficiente a rispondere alla domanda pressante di lavoro, sia assegnato a raccomandati ed a fannulloni.
Come a Roma, come a Napoli,come riportato dalla cronaca quotidiana, anche per la scuola,specialmente per le università dove una seria normativa non riesce a decollare e, soprattutto, ad essere attuata.Già lavoro per i ricercatori non c'è, ma già il conseguimento del dottorato è - a memoria - rigidamente clientelare e parentelare.
Capita alla CIVIT,la commissione per la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche.Micheli,uno dei cinque membri della Commissione,si è dimesso con queste motivazioni:"Le ingerenze della politica sono fortissime"..."il governo si riserva di determinare nomine,compensi ed ambiti di operatività".
Noi abbiamo il dovere di pretendere trattamento uguale per tutti i cittadini. Ora che la forbice tra ricchi e poveri si è allargata con il 90% delle risorse nelle mani del 10% dei cittadini, ora che la forbice tra Nord e Sud si è allargata fino a far presagire una possibile frattura dell'Unità Nazionale ed una improbabile liberazione del Sud dalla piaga della malavita,è necessario che siamo uniti ed attivi. Cominciamo a difendere la povera gente.Se riusciremo a togliere la manovalanza alla malavita, a ristabilire i diritti dei poveri,a difendere quel poco di welfare residuo,quel poco di libertà che la classe dirigente ci ha lasciato,la nazione si riprenderà e brillerà di nuovo.

martedì 11 gennaio 2011

ABBI PIETA' DEI PICCOLI




Le notizie di cronaca si succedono incalzanti ed indicano un mondo senza speranza e senza avvenire.Senza speranza perché alla società non si lascia una prospettiva di rinnovamento perché vengono tagliati fuori dal processo di ricambio metabolico della società le tre componenti essenziali, cioè i bambini i giovani le donne.Si sta assistendo al tramonto celere di quella democrazia che in una parte del mondo aveva ritagliato un sistema di garanzie per la vita e la dignità del cittadino.

Il comportamento e le condizioni nelle quali vivono i bambini del mondo,non sono diverse da quelle nelle quali vivono i bambini in Italia.
Ogni anno nel mondo 7 milioni di bambini muiono di fame o di malattie curabili. Quante centinaia
a Milano,Bologna e ,poi, Napoli e le altre città del Sud dove nelle periferie si abbandona nelle strade a marcire l'immondizia e la ricerca statistica delle cause di morte non è compiuta con rigore,anzi ostacolata?

Il 33% delle vittime di violenze sessuali sono minori. Succede nelle periferie delle grandi città,Roma Milano Napoli ecc...Dalle zone alte della città scendono la sera a fare turismo sessuale. Il delitto che mi strazia di più è quello che si consuma sulle tredicenni. E sono povere adolescenti,per lo più rom con la faccia di una Madonna. Quelle che vengono uccise nella consumazione di gruppo vengono sempre individuate dalle forze dell'ordine? Per quei delitti che vengono scoperti,quanti ve ne sono di occultamento perfetto? Quante di queste ragazzine vengono accompagnate con la manina delle venditrici nei quartieri nobili?
La tratta dei minori frutta oltre 32 milioni di dollari l'anno e ne sono interessati circa 30 milioni di minori. Circa 1.880.00 i bambini di tutto il mondo che subiscono abusi a causa di prostituzione,pornografia infantile e turismo sessuale. Nel dossier di Propaganda Fide dal quale
Gianluca Belfiore riprende questi dati nel suo articolo dell'11 gennaio 2008 su L' Occidentale si legge che questi piccoli sono oggetto di filmati e foto pedopornografiche,sono costretti a drogarsi per filmare i cosiddetti "snuff movies",i piccoli vengono massacrati fino alla morte,ripresa in diretta.Tali materiali hanno un mercato a parte a prezzi di smercio molto alti.
Che tutto questo avvenga e porti la morte non può sorprendere. Infatti nel dominio di Satana l'odio per Dio e per l'uomo si esprime ed arriva ai massimi livelli e la morte non esprime tutta la volontà degli assassini,poiché questi assassini vorrebbero arrivare all'annientamento,mentre la loro opera cessa con la morte poiché i bambini sono martiri e vanno in Cielo.
Quello che sorprende è che queste cose avvengano anche in Italia e sulla porta di casa nostra,come ogni tanto viene a galla nella cronaca nera. E questo per i seguenti fattori: corruzione delle classi dirigenti e mancanza di formazione e di educazione delle masse,
miseria nera che porta a dare il proprio corpo o addirittura la propria prole per campare,
assenza assurda delle garanzie dovute dallo Stato,assistenza alle famiglie,asili nido assistenza maternità ed infanzia, censimento e controllo anagrafico dei bambini,un luogo solo un luogo per chi non ha dove poggiare il capo. Il fattore sommo di depravazione è "Io non sono come loro",
bandiera sventolante della malavita e dei privilegiati capi della cosa pubblica, cioè delle amministrazioni locali e centrali.
Di fronte a tanta depravazione,crudeltà ed infamia noi cattolici non possiamo essere inerti e disuniti.Non inerti perché Dio ci chiede ogni giorno conto della indifferenza, non disuniti perché
un esercito sparpagliato di fronte a tanto infame relativismo etico diffuso in tutte le fazioni è di per sé perdente. La maniera vincente è invece quella teresiana semplice ed amorevole espressione sincera e solenne della cattolicità di questo secolo. Insieme e per tutti pretendiamo
il riconoscimento del diritto -pari per tutti - di vivere e di vedere rispettata la propria dignità umana. Insieme negheremo il diritto di rappresentanza a chiunque, di qualsiasi parte sia, non sostenga il diritto dell'uomo di vedere soddisfatti i propri bisogni primari, per quanto sia infimo il suo posto nella scala sociale di questo mondo e di questo secolo,con le abbiezioni alle quali ci ha portato un progresso sfrenato e privo di etica.
DOBBIAMO ESSERE CITTADINANZA ATTIVA.







giovedì 23 dicembre 2010

NAPOLI,NATALE 2010

Il Post di Natale sono i graditi auguri inviati da Padre Fabrizio Valletti sj che testimonia Gesù a Scampìa.La cartolina è dagli auguri della Caritas di Napoli.

Napoli,Natale 2010
Carissime e carissimi,
in una pausa molto bella,come è un campo di formazione per capi scout,sento l'esigenza di comunicare con voi tutti.
Risuonano in me le parole del Vangelo di Luca,dell'odierna liturgia dell'Immacolata,che la prima comunità cristiana ha posto nell'anuncio a Maria.E' il riproporre il mistero dell'Incarnazione come espressione di una pienezza dell'"amore gratuito" affidato all'umanità attraverso una piccola e grande donna.
Il mistero è riconoscere che il "Dio con noi" è effettivamente nascosto nello spirito dell'uomo,così contraddittorio nella sua storia.Ogni anno soffriamo per tante forme di violenza procurate dall'uomo sull'uomo.Anche la crisi che viviamo mostra la drammatica forbice che si allarga fra la crescita della ricchezza in mano a pochi e le così varie realtà di miseria che affliggono la maggior parte dell'umanità.Sembrerebbe che il progetto di una creazione felice sia fallito miseramente. "Tutto è possibile" però quando ci poniamo in un processo diverso,di comunione e di sfida nei confronti dei poteri che conducono alle contrapposizioni ed alle separazioni,alle guerre ed alla morte. Di queste tracce di gratuità,di servizio,di negazione silenziosa degli interessi personali,a favore di uan crescita del bene comune,ne possiamo incontrare numerose lungo il nostro cammino come un invito ad associarsi con fiducia a ciò che si presenta come scelta più giusta.
Tutto è possibile quando riconosciamo che l'energia che nasce dai migliori desideri ci porta a progettare percorsi educativi e formativi di crescita e di responsabilità.
E' una energia frutto di impegno,che all'origine è "donata" come gratuita presenza dello Spirito del Creatore. Nella storia lo Spirito di amore si è rivelato nel Figlio dell'Uomo,quel Gesù di Nazareth,rigettato dall'umanità,ma sempre presente nella storia perché risorto.E' da riconoscere in ciascuna persona,a partire dai più poveri,dai senza patria e senza diritti,proprio perché siamo chiamati al servizio gratuito della loro affermazione e liberazione.
Sono sempre più coinvolto nell'avventura di un servizio educativo,nella periferia sofferente della città,nello scautismo,proprio perché si affermi la"pienezza di grazia" alla luce del Vangelo e di quella varietà di belle esperienze che la società propone; é importante sempre di più saper gustare la bellezza del cuore anche di chi ha sbagliato, saper contribuire alla possibilità che ciascuno possa esprimere il proprio essere con la parola, con il lavoro,con relazioni d'amore.
E' il mio augurio anche per ciascuno di voi, nella gioia di una speranza che non pensavo potesse rallegrare i miei giorni di "anziano",sempre giovane nel cuore!
Il mio ricordo ed il mio abbraccio
Fabrizio sj

sabato 18 dicembre 2010

PREGHIERA PER L'ITALIA

La classe dirigente non solo ha la responsabilità di guidare la nazione,ma anche quella di dare il buon esempio. Ha,in realtà,il dovere preciso di educare i cittadini,non solo con metodi impositivi e repressivi,ma soprattutto con l'informazione,con la formazione e con la prevenzione.
L'imposizione, quando non vi sono le condizioni per il rispetto di essa,rimane inefficace.67 sindaci
della provincia di Napoli,dovevano essere -a norma del decreto legge 2008-deposti per non aver eseguito gli adempimenti di legge.Non ne è stato deposto nessuno,neanche il governo che,anche esso, non aveva eseguita la sua parte.
La repressione è necesssaria quando viene commesso un delitto.Non la si può evitare.Devono essere puniti anche coloro che hanno generate le condizioni per il delitto.Date certe premesse,conseguono determinati risultati.Le case costruite ex legge 219/81 in provincia di Napoli,per esempio al mio paese, sono state assegnate con procedura anomala,in quanto sono state occupate e l'abusività non è mai stata sanzionata né corretta.Tuttora le case non hanno riscaldamento,non hanno isolamento termico,non vi è condominio. Tranne una superaffollata scuola elementare,per i circa 10.000 abitanti ,non vi sono servizi sociali,per esempio sanitari,di assistenza all'infanzia ed alla maternità ecc...L'occupazione era,prima della crisi,1/10,cioè un occupato su dieci in età da lavoro.
I soldi per vivere vengono dallo spaccio di droga,dalla prostituzione ecc....E' giusta la repressione,ma non riesce a scardinare il delitto perché i bisogni primari non sono soddisfatti. La giustizia sarebbe tale se fossero puniti: gli amministratori che hanno ceduto il territorio del paese e non hanno provveduto neanche a far rispettare il capitolato della Gescal per la 219 e hanno permesso un incremento di abusivi senza prendere i provvedimenti del caso,(gli abusivi hanno tolto il diritto a chi stava in graduatoria ed aveva una certificata condizione di bisogno),i funzionari e gli amministratori regionali che non hanno fatto il loro dovere.In chiaro, i camorristi sono in queste zone figli dei dirigenti che non hanno compiuto il loro dovere.
Altra situazione esiziale per la salute stessa dei cittadini e per l'economia turistica,agricola,commerciale,è la questione dei rifiuti in tutta la Campania.Le colpe e la corruzione della classe dirigente appare di un'evidenza lapalissiana.
La classe dirigente discute e si incolpa,vicendevolmente,di indebiti arricchimenti, di stravizi e di commercio della propria carica venduta al miglior offerente.
Il popolo italiano assiste a tutto in televisione.La funzione educativa non si attua con le parole ma con l'esempio.L'italiano medio che, dagli scalini intermedi della scala sociale è stato sbalzato al primo ed in condizioni di bisogno,sa che deve arrangiarsi.La ragazza che vuole emergere sa che i dirigenti pagano 1000 euro ed oltre la nottata.Quanti delitti avvengono a causa di questa prostituzione di lusso? L'italiano che legge i quotidiani sa che la droga entra nei palazzi di governo e di parlamento. L'ambiente di vita sociale,familiare,di lavoro,di scuola ,dei partiti ecc...subisce l'influenza di tanto cattivo esempio ed è,anche per questo, che la malavita fiorisce dalle Alpi all'estremo scoglio dell'isola di Lampedusa di fronte a Gheddafi,amico di famiglia.
La domanda è: può il mondo cattolico tradire la sua missione e rimanere,in Italia,sede di Pietro,indifferente di fronte al degrado della nazione ed all'affermazione di un 'oligarchia supportata dall'affarismo e dal malaffare?
La CEI ed i vescovi dell'Italia Meridionale hanno denunziato dagli anni ottanta la crisi dei costumi e la crisi amministrativa politica. E' adesso l'ora di agire.Velleitaria e fallimentare una contrapposizione od uno schieramento di parte.Occorre tenersi fuori dall'espansione orizzontale della corruzione e lottare ,come popolo di Dio,perché siano soddisfatti i bisogni primari di tutti così come è il dettato costituzionale all'art.3 e perché tutti compiano il proprio dovere di cittadini.
La Chiesa è l'unica organizzazione universale che ha elaborata una dottrina sociale che interpreta la fisiologia e la patologia di questa epoca.Si è fatta per aprire le porte della speranza al terzo millennio povera e missionaria. Ha strumenti e credibilità popolare per educare e formare una nuova classe dirigente.Ed ha la parrocchia,l'unica assemblea a livello locale che può e, con l'aiuto del Signore , è vicina ai bisogni dei cittadini.E in essa il popolo trova ospitalità.Occorre ,in ognuna di esse, formare i nuovi dirigenti. E' un mondo da rifondare sui valori cristiani. Per questo deve tenersi lontano dai partiti e dalla politica partecipata.Bisogna cominciare dal basso e dalla semplicità. Difendere ed ottenere il rispetto dei diritti dei semplici e dei poveri con spirito di semplicità teresiana,coscienti che ,per questo, non si ha nulla a pretendere,perché si sta solo servendo in un mondo che vogliamo popolare di uomini liberi,mentre l'attuale classse dirigente vuole popolarlo di schiavi,un mondo nel quale il cittadino sa che la cosa pubblica è di tutti,sua e degli altri,perciò ne deve avere un sacro rispetto.La Cosa Pubblica,amministrata secondo il dettato di Gesù,senza sprecare un talento ma tutti adoperandoli per i giusti bisogni di tutti,ci garantisce libertà e pace,cioè rispetto della vita, del lavoro,della famiglia,della donna,dei bambini,delle speranze dei giovani,della serenità dei vecchi e dei malati liberi di scegliere ciascuno
liberamente e da solo se attendere o meno il giorno che solo Dio Padre conosce del suo trapasso.

domenica 12 dicembre 2010

Dio vuole che tutti siano Suoi testimoni

Non pensare che Dio chiama i sacerdoti e non chiama te,chiama i religiosi e non chiama te.
Dio chiama tutti e vuole che tutti siano suoi testimoni,il Papa ed il ministrante,il ricco ed il povero,l'italiano e l'immigrato,il dotto e l'ignorante. E ciascuno chiama per nome,perché per ognuno ha elaborato il Piano Provvidenziale della sua esistenza.
Tu sei la risposta,
e sei la risposta nel luogo e nella situazione di vita nella quale ti trovi.E' essenziale oggi essere la risposta di Dio nel luogo nel quale vivi. Nella famiglia.Viene da chiedersi dov'è la famiglia,dei genitori che considerino i figli un dono di Dio e li considerino figli di Dio prima che propri,dei figli che considerino l'affidamento che di essi Dio ha fatto ai genitori e ne abbiano cura ed amore.
Viene da chiedersi dov'è la comunità,quella comunità solidale e generosa ricca di carità e di amore fraterno che consente di ripianare ingiustizie e disattenzioni sociali,quella comunità municipale che consente di considerare l'interesse del singolo nel rispetto di quello di tutti i cittadini,rispettando i luoghi,i bisogni primari di tutti,le diversità.
Dov'è quello spirito di cooperazione che considera il luogo del lavoro ,pubblico e privato,come luogo di esercizi0 dei propri diritti ma di rispetto dei propri doveri?
Gesù nel Vangelo parla dei frutti dei talenti per tutti e ciascun uomo senza distinzione tra dirigenti e semplici operai.
Questo è il tempo della scelta fondamentale:o si cammina con Gesù sulla via della salvezza,per la strada che Dio gli ha assegnato di percorrere oppure la stessa Europa giunge al tramonto della propria civiltà,rinnegando se stessa e le proprie radici cristiane.

martedì 7 dicembre 2010

QUELLI NON SONO COME NOI


Sabato a pag.23 di Repubblica ho letto,riportato dalle dispense di Formez Italia destinate alla formazione dei funzionari pubblici del Comune di Roma:"L'art.3 della Costituzione nella prima parte enuncia il principio di uguaglianza,formale in quanto esseri umani (assenza di norme discriminatorie).Non bisogna però considerare uguali a noi persone in condizioni inferiori alle nostre (handycappati)".

L'osservazione è semplice,banale,riportata in tutta ovvietà.Invece è proprio la sua ovvietà ad indicare una rivoluzione atroce che è entrata nella vita quotidiana e viene gradualmente ordinata in comportamenti e nuove norme di legge della pubblica amministrazione. E' proprio quando lo scostarsi diventa normale che la distinzione,sempre esistita,diviene in pratica maltrattamento e persecuzione.

E' lecito assegnare agli alunni diversamente abili personale non sufficientemente preparato? La corsa all'accaparamento del posto suscitò la critica del ministro Fioroni.E' lecito,ora, privare gli alunni diversamente abili del necessario sostegno,non garantire il trasporto e l'assistenza materiale?

E' lecito far raccogliere i rifiuti e farli trasportare all'ospite di un OPG,vigilandolo perché non sgarri e si ribelli? E' lecito torturare giovani in stato di fermo giudiziario?E' lecito rendersi assente dal lavoro con una giustificazione fasulla di malattia? E' lecito affidare ad una persona oggetto di provvedimento per pedofilia una istituzione per piccoli ragazzi sordomunti? E' lecito un ambiente di lavoro nel quale si contraggono malattie tumorali per inquinamento? E' lecito produrre riducendo il salario in maniera che l'operaio non può sfamare una famiglia di tre persone? E' lecito togliere garanzie minime di continuità al lavoratore e licenziarlo senza una giusta causa?
Gli esempi della cronaca quotidiana a dimostrazione di una società sempre più indifferente ai bisogni del prossimo sono numerosi ed indicano l'ormai radicata convinzione che,per stare bene,devo estraniarmi da chi è in condizioni di bisogno.Questa distinzione tra sé e gli altri è passata nel vivere quotidiano come una necessità di sicurezza e di difesa dei propri privilegi. Ed è stata adottata come costume,cioè è divenuta lecita.E' importante porre questa nota,atteso che la legalità è divenuta labile nei contenuti e non generale nell'applicazione,nel senso che per alcuni l'applicazione della legge è sicura,per altri è incerta nei tempi e nei modi.Il pregiudizio della differenza e della difesa della propria eccellenza esercita la propria efficacia sulle vittime subito e con forza.E' importante chiedere quale è il fattore che determina eccellenza e predominio.
Viviamo in una società nella quale il "possesso",nei suoi usi, non incontra il limite dell'interesse comune.Come prima la promozione sociale veniva dalla qualificazione professionale,oggi viene dall'accesso ad una carica pubblica oppure dall'amicizia dei potenti oppure dall'appartenenza ad un "clan" di malavitosi o dalla collusione con esso.
La vita pubblica è la rappresentazione delle vicende dei potenti e la cronaca nera.Passiamo giornate davanti al televisore a vedere la rappresentazione della vita della società. In effetti stiamo diventando ignoranti,poveri e disoccupati,cioè sempre più schiavi. E sempre più complici della classe prevalente.
Occorre una catarsi morale che ci consenta non una strategia di attacco al sistema,ma una strategia di difesa.Non è né facile né semplice.Intanto dobbiamo difendere la possibilità di essere onesti e semplici senza divenire martiri della pubblica degradazione o bersaglio di killer.
Dobbiamo difendere il lavoro dei genitori e la speranza dei figli.L'uguaglianza di tutti di fronte all'istruzione,alla sanità ed alla legge.Tutto questo in alternativa al potere,perché non è possibile oggi divenire soci del potere e conservare l'aspirazione ad una società pulita.Soprattutto dobbiamo difendere l'art.3 della Costituzione Italiana.I cattolici sono stati artefici della Repubblica e della Costituzione Italiana (cerchino di ricordarlo i detrattori di Pio XII) e sono obbligati a difenderla ed a ristabilirne i principi di uguaglianza. Anche per gli invalidi.