Se :a)la maggioranza degli italiani è cattolica;
b)la Chiesa è il punto di riferimento del popolo italiano;
c)la possibilità di liberamente professare e diffondere e testimoniare il credo cattolico è,da una parte, lottato da un relativismo battagliero e anticlericale,dall'altra condizionata da un appoggio elettorale assoluto in cambio di agevolazioni economiche e fiscali;
d) la Chiesa militante, nelle sue gerarchie, nella pratica pastorale parrocchiale,nel suo volontariato,
è divenuta bersaglio preferito del terrorismo e del sistema politico mafioso;
e)la Chiesa non è disponibile ad accettare un materialismo di masssa che si esprime con la eliminazione della scala sociale e con un razzismo xenofobo,generando una diversa dignità sociale tra il ricco ed il povero,il bianco ed il nero,con gradi di libertà e di dignità diversi;
f)la Chiesa non ha oggi interesse alla disintegrazione dell'Unità d'Italia.Non accetta ,oggi, la disintegrazione di quell'unità d'Italia che avvenne ieri a danno delle popolazioni e della Chiesa stessa;
Considerato:
a)l'impossibilità di radunare,per il superamento dell'arretratezza e del degrado economico e civico, per il rilancio di uno sviluppo compatibile con il territorio, con le consuetudini di vita delle popolazioni e con i principi di rispetto della dignità dell'uomo e della vita sulla terra,laici illuminati di credo diverso ma di uguale rettitudine;
b)che la società che si prospetta è quella dei pochissimi ricchi e dei poveri, dei padroni e dei servi,
quella della collusione con la malavita,quella del predica bene ma razzola male,sulla famiglia, sull'aborto,su tutti i temi moralmente sensibili;
c)il disagio della popolazione, della famiglia : labilità dei legami familiari, dei coniugi e dei figli, la disoccupazione, la temporaneità del rapporto di lavoro, la mancanza di garanzie,di previdenza e di sicurezza del lavoro,la disoccupazione giovanile arrivata al 30% ,senza contare quelli che alla ricerca
di un posto di lavoro, ci hanno rinunziato,la mancanza di prospettive di superamento della crisi in tempi brevi e di un ritorno dello sviluppo e della competitività;
d)il malessere delle istituzioni,in primo luogo quella giudiziaria (una nazione in cui non vi è certezza del diritto perché muta ,mentre la durata del giudizio non consente di goderne i benefici), quella scolastica (dagli asili nido che non ci sono all'università dove pochi insegnamenti sono sicuri ed affidati a raccomandati ,molti sono precari ed occasionali),quella sanitaria (dove l'assistenza pubblica presenta lacune non sopportabili specialmente a sud,con quotidiane morti per errori e trascuratezze di cure e di assistenza),quella carceraria (dove il trattamento riservato consegue,oltre alla tortura giornaliera del sovraffollamento, associazione di tipo diverso di reati,di innocenti e di camorristi esperti,oltre ai maltrattamenti, più di 150 morti sospette all'anno);
è necessaria l'unità e la militanza civica dei cattolici.
Per ritornare ad una concezione della politica come servizio e non come potere,vi è bisogno di un ricambio totale della classe dirigente.
Occorre una scuola di formazione che educhi, cresca e dia moralità non corruttibile,formazione missionaria fino alla consumazione del proprio sacrificio,ad una nuova e giovane classe dirigente.